Manuela Repetti (Novi Ligure, 17 dicembre 1966) è una politica e imprenditrice italiana.


== BiografiaModifica ==
Appartenente a una famiglia di imprenditori edili ed immobiliari, è laureata in Lingue e letterature straniere, dal 2008 è la convivente di Sandro Bondi.


=== Attività politicaModifica ===
Già consigliere comunale a Novi Ligure, viene eletta per la prima volta in parlamento, alla Camera dei deputati, alle elezioni politiche 2008, per il Popolo della Libertà (XVI Legislatura).
Nel 2013 è eletta al Senato (XVII Legislatura).
Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia.
Il 3 marzo 2015, con una lettera al direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, annuncia l'intenzione di fuoriuscire dal gruppo parlamentare di Forza Italia al Senato per aderire al gruppo misto, tuttavia, dopo il colloquio privato ad Arcore con Silvio Berlusconi, la Repetti sceglie di "congelare" le sue dimissioni, ma il 31 marzo torna sui suoi passi e insieme al collega e compagno Sandro Bondi lascia il partito e aderisce al Gruppo Misto.
Il 15 aprile, in occasione delle votazioni sul decreto antiterrorismo, entrambi votano la fiducia al Governo Renzi, sancendo quindi la rottura definitiva con Forza Italia.
Il 18 settembre 2015, Bondi e Repetti formano la coponente del gruppo misto Insieme per l'Italia, a cui aderiscono entrambi.
Il 22 dicembre 2015, infine, hanno annunciato ufficialmente la loro adesione al Senato ad Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (gruppo parlamentare nato ad opera di Denis Verdini per sostenere le riforme costituzionali del premier Matteo Renzi).
Il 21 gennaio 2016 diventa Segretario della 1 Commissione Affari Costituzionali del Senato per la maggioranza coi voti di Pd e Ncd in rappresentanza di ALA determinando l'ingresso del partito in maggioranza.


== NoteModifica ==
^ Il ministro Bondi firma la separazione dalla moglie, in Corriere della Sera, 6 luglio 2009. URL consultato il 20-10-2010.
^ Bondi e la moglie lasciano Forza Italia: "Addio Cav, entriamo nel misto"


== Collegamenti esterniModifica ==
Scheda Senato, senato.it.

, Wikipedia

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