Mario Monti (Varese, 19 marzo 1943) è un economista, accademico e politico italiano.
È senatore a vita dal 9 novembre 2011, e dal 16 novembre 2011 fino al 28 aprile 2013 è stato Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana a capo del rispettivo governo Monti, conservando inizialmente l'incarico anche di Ministro dell'economia e delle finanze dello stesso governo; lascia successivamente l'incarico al dicastero economico a Vittorio Grilli l'11 luglio 2012. Il 21 dicembre dello stesso anno rassegna le sue dimissioni da capo del Governo, rimanendo in carica per il disbrigo degli affari correnti; a seguito delle dimissioni di Giulio Terzi di Sant'Agata, assume ad interim l'incarico di Ministro degli affari esteri dal 26 marzo al 28 aprile 2013.
Presidente dell'Università Bocconi dal 1994, Monti è stato commissario europeo per il mercato interno tra il 1995 e il 1999 nella Commissione Santer; sotto la Commissione Prodi ha rivestito il ruolo di commissario europeo per la concorrenza fino al 2004.


== BiografiaModifica ==


=== Attività accademica e amministrativaModifica ===
Mario Monti ottiene la maturità classica all'Istituto Leone XIII di Milano. Nel 1965 consegue la laurea in economia presso l'Università commerciale Luigi Bocconi di Milano e trascorre un anno all'Università di Yale (Stati Uniti), con una borsa di studio, avendo come professore James Tobin, Premio Nobel per l'economia nel 1981. Nel 1969 è professore ordinario presso l'Università degli Studi di Trento. Dal 1970 è docente presso l'Università degli Studi di Torino, che lascia nel 1985 per diventare professore di economia politica presso l'Università Bocconi di Milano, dove diventa direttore dell'Istituto di economia politica e dove, dal 1985 al 1995, è anche direttore del Giornale degli economisti e Annali di economia.
Monti è chiamato a rivestire incarichi di rilievo in commissioni governative e parlamentari: è relatore della commissione sulla difesa del risparmio finanziario dall'inflazione (1981), presidente della commissione sul sistema creditizio e finanziario (1981-1982) e membro della Commissione Sarcinelli (1986-1987). Nel 1988 viene nominato dal Governo De Mita e dal ministro del Tesoro Giuliano Amato membro del Comitato Spaventa sul debito pubblico (1988-1989).
Nel medesimo 1988 viene designato come membro del consiglio di amministrazione della Fiat Auto S.p.A. e della Banca Commerciale Italiana. Sempre alla Bocconi assume la carica di rettore (1989-1994) e successivamente quella di presidente (1994), alla morte di Giovanni Spadolini. Dal novembre 2011, a seguito della nomina alla Presidenza del Consiglio, ha richiesto la sospensione temporanea, tra le altre, anche dalla carica di presidente dell'Università; carica che, nelle more, è stata ricoperta dal professor Luigi Guatri.


=== Commissario europeoModifica ===

Nel 1994 Monti viene designato per la nomina a commissario europeo dal governo Berlusconi I, assieme alla radicale Emma Bonino. Jacques Santer, presidente della commissione, gli assegna le deleghe a Mercato interno, servizi finanziari e integrazione finanziaria, fiscalità e unione doganale. Nel 1999 la Commissione Santer si dimette in blocco, a causa di uno scandalo legato a cattive pratiche di gestione e amministrazione da parte di alcuni commissari ma non coinvolge Mario Monti. Nel 1999 Monti viene confermato commissario europeo dal governo D'Alema I, che indica Romano Prodi come secondo rappresentante per la Commissione UE, di cui lo stesso Prodi diviene presidente, e riceve la delega alla Concorrenza.
Sotto la sua guida la Commissione europea approfondisce il ruolo di controllo della concorrenza, inaugurando il procedimento contro la Microsoft (tuttora in corso) e bloccando nel 2001 la proposta di fusione tra General Electric e Honeywell, considerata contraria alle normative antitrust. Nel 2010, su incarico del presidente della Commissione europea Barroso, ha redatto un libro bianco (Rapporto sul futuro del mercato unico) contenente misure considerate necessarie per il completamento del mercato unico europeo.


=== Attività scientificaModifica ===
Uno dei risultati più importanti della sua attività di ricerca in campo economico è il modello di Klein-Monti che descrive il comportamento di una banca in regime di monopolio, risultato degli studi paralleli di Monti e del premio Nobel Lawrence Klein. Tale modello essendo basato su equazioni differenziali lineari non descrive le bolle speculative ma esso è stato ampliato e studiato dagli anni Settanta fino ad oggi.


=== Collaborazioni con organismi internazionaliModifica ===
È stato, tra il 2005 e il 2008, il primo presidente del Bruegel, un comitato di analisi delle politiche economiche (think-tank), nato a Bruxelles nel 2005. Nel 2010 è inoltre divenuto presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg. Da questi incarichi si è dimesso il 24 novembre 2011, a seguito della nomina a presidente del Consiglio.
Tra il 2005 e il 2011 è stato international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute, presieduto dalla economista statunitense Abby Joseph Cohen. Tra gli organismi internazionali di cui fa parte, Monti è membro del comitato esecutivo dell'Aspen Institute Italia, un'organizzazione internazionale non profit, fondata nel 1950. È stato inoltre advisor della Coca Cola Company, membro del "Senior European Advisory Council" di Moody's ed è uno dei presidenti del "Business and Economics Advisors Group" dell'Atlantic Council. È editorialista de Il Corriere della Sera e autore di numerose pubblicazioni.


=== La nomina a senatore a vitaModifica ===
Il 9 novembre 2011, durante la XVI Legislatura della Repubblica Italiana, è nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai sensi del secondo comma dell'articolo 59 Cost., avendo illustrato la Patria per altissimi meriti in campo scientifico e sociale.


=== Presidente del Consiglio dei ministriModifica ===
Il 13 novembre 2011, a seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi, riceve da Napolitano l'incarico per la formazione di un nuovo governo, accettandolo con riserva. Il 16 novembre scioglie la riserva e propone al Presidente della Repubblica la lista dei ministri per la nomina, priva di personalità politiche. Oltre alla carica di presidente del Consiglio, Monti ha ricoperto anche quella di Ministro dell'economia e delle finanze ad interim da novembre 2011 a luglio 2012. Nel pomeriggio del 16 novembre 2011, alle ore 17 circa, in ossequio all'articolo 93 Cost., Mario Monti ha prestato giuramento con i ministri incaricati presso il Quirinale nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Ottiene la fiducia al Senato il 17 novembre 2011 con 281 sì, 25 no e nessun astenuto e alla Camera il 18 novembre 2011 con 556 sì, 61 no e nessun astenuto. La maggioranza ottenuta in occasione del voto di fiducia è la più alta mai registrata nella storia repubblicana. Infatti la Lega Nord è l'unico partito che non vota la fiducia, tuttavia dal 16 dicembre anche l'Italia dei Valori si unisce ai leghisti e negherà da allora l'appoggio al governo. Il successivo 4 dicembre viene emanata dal governo, mediante decreto-legge, la manovra fiscale anticrisi, che si articola in tre capitoli: bilancio pubblico, previdenza e sviluppo. La manovra prevede un gettito lordo di circa 30 miliardi di euro in 3 anni.
Le maggiori modifiche sono state attuate in campo fiscale. Il dl è stato approvato rispettivamente dalla Camera e dal Senato il successivo 16 e 22 dicembre. Il 16 aprile 2012 Christine Lagarde, il direttore del Fondo monetario, elogia gli sforzi del Governo Monti in materia di interventi strutturali e di risanamento dei conti pubblici, ma chiede che «la riforma del mercato del lavoro affronti l'incertezza sui licenziamenti, in modo che le imprese e i datori di lavoro possano sentirsi più fiduciosi al momento di assumere». Per evitare l'aumento di 2 punti delle aliquote IVA previsto dal DDL "salva Italia", il 9 maggio 2012 Monti nomina un commissario che affiancherà il ministro per i rapporti col Parlamento Dino Piero Giarda nella revisione della spesa pubblica per reperire 4,2 miliardi del mancato gettito IVA.
L'incarico viene affidato a Enrico Bondi, commissario straordinario per il risanamento Parmalat dopo il crac del 2003. Inoltre il Governo nomina l'ex premier Giuliano Amato consulente per la disciplina dei partiti e l'economista ed editorialista del Corriere della Sera Francesco Giavazzi consulente per gli aiuti alle imprese. Nel vertice europeo del 28 e 29 giugno 2012 la forte determinazione, tra gli altri, di Monti porta all'adozione del cosiddetto scudo anti-spread (misura che prevede l'intervento dell'European Financial Stability Facility per moderare le oscillazioni dello spread tra i titoli del debito pubblico degli stati membri). L'11 luglio 2012 Monti lascia l'incarico di Ministro dell'economia e delle finanze, che viene assunto da Vittorio Grilli, che sino a quel momento aveva ricoperto la carica di viceministro del medesimo dicastero.
Il 31 ottobre 2012 viene approvata la riforma generale delle province, che ne riduce il numero e muta l'organizzazione interna riducendo nel contempo le competenze, e istituisce le dieci Città metropolitane. L'8 dicembre 2012 annuncia le sue dimissioni dopo aver incontrato il presidente della Repubblica al Quirinale, dimissioni rassegnate il 21 dicembre successivo, al termine dell'iter di approvazione della legge di stabilità. Tra le riforme approvate dal governo Monti, va ricordata la riforma del sistema pensionistico che accelera il passaggio a un metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata sulla crescita pro-rata per tutti i lavoratori, innalzando i requisiti necessari al pensionamento.
La riforma porta la firma del ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero ed è stata oggetto di critiche da più parti, in particolar modo per la vicenda dei cosiddetti esodati, cioè di coloro che avevano usufruito di forme di prepensionamento in aziende in crisi, ma poi ritrovatisi privi di copertura pensionistica a seguito dell'innalzamento dei requisiti d'accesso. Il 16 maggio 2012 è stata approvata dal Consiglio dei ministri il riordino della Protezione civile. Il 31 ottobre 2012 viene approvato un decreto legge volto a riordinare l'assetto territoriale dello Stato, in particolar modo coinvolgendo le province, che vengono ridotte da 86 a 51 e mutate in ente di secondo livello e le città metropolitane, che vengono finalmente istituite, a più di dieci anni dalla loro introduzione in Costituzione; il decreto, tuttavia, non è stato convertito in legge a seguito dello scioglimento anticipato delle camere.
Il 26 marzo 2013 assume ad interim l'incarico di Ministro degli affari esteri dopo le dimissioni del ministro Giulio Terzi per gli sviluppi della Crisi diplomatica fra India e Italia del 2012-2013. Il 28 aprile successivo, dopo la formazione, la presentazione e il giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica del nuovo esecutivo guidato da Enrico Letta, termina ufficialmente il Governo Monti con la tradizionale cerimonia del passaggio di consegne a Palazzo Chigi.


=== Elezioni 2013Modifica ===

Il 28 dicembre 2012, dopo aver inizialmente dichiarato di non volersi candidare, ha presentato la sua candidatura in vista delle elezioni politiche alla guida della coalizione centrista Con Monti per l'Italia, che comprende UdC, FLI e la lista civica Scelta Civica, da lui stesso fondata e presieduta. L'8 gennaio 2013, durante un'intervista a TgCom24, ha annunciato che nella sua lista saranno candidati la pluricampionessa olimpica Valentina Vezzali, il presidente di Brembo S.p.A. Alberto Bombassei, il direttore del quotidiano Il Tempo Mario Sechi e la presidente del FAI Ilaria Borletti Buitoni. Alle elezioni del 2013 alla Camera la sua lista Scelta Civica ha ottenuto l'8,3% dei voti (mentre la coalizione il 10,5%), al Senato la lista SC il 9,1%. A causa dei dissidi emersi con diversi esponenti di Scelta Civica al Senato, il 17 ottobre 2013 Mario Monti si dimette dal ruolo di Presidente del partito. Monti oggi è a capo del gruppo internazionale sulle risorse dell'Unione europea. A febbraio 2015 ha abbandonato Scelta Civica che lui stesso aveva fondato e si è iscritto al Gruppo Misto del Senato.


=== Legislatura XVIIModifica ===
Da febbraio 2015, dopo aver abbandonato il gruppo Scelta Civica e dopo aver aderito al Gruppo Misto del Senato, ha continuato la sua attività politica parlamentare.


== Idee e iniziative politicheModifica ==
In economia Monti sostiene il mercato, le liberalizzazioni e il rigore dei conti pubblici. Si è espresso a favore delle riforme portate avanti, nei rispettivi campi, dall'ex Ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini (PdL) e dall'amministratore delegato di FIAT Sergio Marchionne. Dell'ex premier Silvio Berlusconi (PdL) ha criticato il magnetismo comunicativo con cui è riuscito ad alimentare, in moltissimi italiani, un sogno sul presente. Intervistato da The Independent, il 15 ottobre 2012 Monti ha dichiarato di provare stima nei confronti di Margaret Thatcher nonostante i due abbiano (testuali parole) "visioni antitetiche" su molti temi, tra cui quelli relativi all'Unione europea e all'integrazione europea (Monti favorevole, Thatcher contraria). Il 15 settembre 2010 Monti ha dato il suo appoggio all'iniziativa del gruppo Spinelli, fondato per rinvigorire la spinta federalista nell'Unione europea: assieme a lui, hanno dichiarato il proprio sostegno Jacques Delors, Daniel Cohn-Bendit, Guy Verhofstadt, Andrew Duff, Elmar Brok.


== Vita privataModifica ==
È sposato dal 1970 con Elsa Antonioli (nata il 22 ottobre 1944), volontaria della Croce Rossa Italiana, da cui ha avuto due figli, Federica e Giovanni e quattro nipoti nati a partire dal 2003. In occasione della sua nomina a presidente del Consiglio, Mario Monti ha reso pubblica la propria dichiarazione dei redditi. Ha dichiarato per il 2010 un reddito di 1 milione 515 mila e 744 euro e un patrimonio depositato in conti correnti, depositi, titoli e gestioni patrimoniali per un totale di 11 milioni 522 mila euro.


== OpereModifica ==
Problemi di economia monetaria, a cura di, Milano, Etas Kompass, 1969.
Gli obiettivi delle banche, i tassi di interesse e la politica monetaria, Milano, Tamburini, 1970.
Analisi degli effetti monetari e finanziari delle politiche di bilancio regionale e locali. Un rapporto metodologico, Milano, Tamburini, 1974.
Per un'analisi mensile della politica monetaria e finanziaria italiana, Milano, O. Capriolo, 1974.
Ricerca sul sistema creditizio, I, Quadro generale, con Tommaso Padoa-Schioppa, Roma, Ente per gli studi monetari, bancari e finanziari Luigi Einaudi, 1976.
Che cosa si produce come e per chi. Manuale italiano di microeconomia, con Onorato Castellino, Mario Deaglio, Elsa Fornero, Sergio Ricossa, Giorgio Rota, Torino, Giappichelli, 1978.
Il sistema creditizio e finanziario italiano. Relazione della Commissione di studio istituita dal Ministro del tesoro, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1982.
L'Italia e la Repubblica federale di Germania in cammino verso l'unione economica e monetaria europea, con Franco Bruni, Milano, Centro di economia monetaria e finanziaria, Università commerciale Luigi Bocconi, 1989.
Autonomia della Banca centrale, inflazione e disavanzo pubblico: osservazioni sulla teoria e sul caso italiano, con Franco Bruni, in Mario Arcelli (a cura di), Il ruolo della banca centrale nella politica economica, Bologna, Il Mulino, 1992. ISBN 88-15-03754-3.
Il governo dell'economia e della moneta. Contributi per un'Italia europea, 1970-1992, Milano, Longanesi, 1992. ISBN 88-304-1099-3.
Il mercato unico e l'Europa di domani. Rapporto della Commissione europea, presentato da, Milano, Il Sole-24 Ore libri, 1997. ISBN 88-7187-815-9.
Intervista sull'Italia in Europa, Roma-Bari, Laterza, 1998. ISBN 88-420-5090-3.
La Democrazia in Europa: guardare lontano, con Sylvie Goulard, Rizzoli, novembre 2012. ISBN 978-88-17-06427-9.


=== Introduzione, prefazioni, presentazioniModifica ===
Introduzione a Luigi Einaudi, Il mestiere della moneta, Torino, UTET libreria-Ed. di banche e banchieri, 1990. ISBN 88-7750-045-X.
Prefazione con Paolo Mieli a Spadolini a Milano. Il Corriere della Sera e la Bocconi. Articoli e discorsi, 1968-1994, Milano, Rizzoli, 1995. ISBN 88-17-84435-7.
Postfazione a Enrique Barón Crespo, L'Europa all'alba del terzo millennio, Venezia, Marsilio, 1997. ISBN 88-317-6623-6.
Prefazione a Vincenzo Visco, Il fisco giusto. Una riforma per l'Italia europea, Milano, Il Sole-24 Ore, 2000. ISBN 88-8363-058-0.
Prefazione a Alberto Alesina, Senso non comune. L'economia oltre i pregiudizi, Milano, EGEA, 2002. ISBN 88-8350-019-9.
Prefazione a Marzio Achille Romani (a cura di), Luigi Einaudi-Luigi Albertini. Lettere (1908-1925), Milano. Fondazione Corriere della Sera, 2007.
Presentazione con Franco Bassanini di Commission pour la libération de la croissance française présidée par Jacques Attali, Liberare la crescita. 300 decisioni per cambiare la Francia, Milano, Università Bocconi-Rizzoli, 2008. ISBN 978-88-8350-132-6.
Prefazione a Kishore Mahbubani, Nuovo emisfero asiatico. L'irresistibile ascesa dell'Est, Milano, EGEA-Università Bocconi, 2011. ISBN 978-88-8350-156-2.


== OnorificenzeModifica ==


== NoteModifica ==


== Voci correlateModifica ==
Commissione Prodi
Commissione Santer
Commissione Trilaterale
Con Monti per l'Italia
Elezioni politiche italiane del 2013
Governo Monti
Governo tecnico
Ministri dell'economia e delle finanze della Repubblica Italiana
Ministri degli affari esteri della Repubblica Italiana
Modello di Klein-Monti
Presidenti del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana
Scelta Civica
Università commerciale Luigi Bocconi


== Altri progettiModifica ==

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== Collegamenti esterniModifica ==
Mario Monti, su Senato.it - XVII Legislatura, Parlamento italiano.
Mario Monti, su Senato.it - XVI Legislatura, Parlamento italiano.
RadioRadicale.it - tutti gli interventi di Mario Monti registrati nell'archivio di Radio Radicale, radioradicale.it.
(EN) UniBocconi.it - biografia di Mario Monti sul sito web dell'Università Bocconi, unibocconi.it.
(FR) Ec.Europa.eu - Commission Européenne, Bureau des Conseillers de Politique Européenne (Bepa): Mission du professeur Mario Monti, ec.europa.eu.
(EN) Ec.Europa.eu - Commission Européenne, Economic and Financial Affairs: biography of Mario Monti, ec.europa.eu.

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