Maurizio Sacconi (Conegliano, 13 luglio 1950) è un politico italiano, è stato Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali nel Governo Berlusconi IV ed ex funzionario di agenzia ONU.


== Carriera ==


=== Nel PSI ===
È eletto per la prima volta deputato nelle file del Partito Socialista Italiano, all'età di 29 anni nel 1979. Dal 1981 al 1984 è inoltre il primo presidente dell'associazione ambientalista Lega per l'Ambiente.
Nel PSI fa parte della corrente di Gianni De Michelis e diviene a metà anni '80 vicepresidente del gruppo socialista alla Camera.
Diviene quindi ininterrottamente membro del governo come sottosegretario al Tesoro dal 28 luglio 1987 al 10 maggio 1994.
In dissenso da destra col segretario del PSI Ottaviano Del Turco, nel 1994 è tra i fondatori della Federazione dei Socialisti. Non rieletto, è comunque consigliere economico della presidenza del Consiglio del Berlusconi I.
Poche settimane dopo lo scioglimento del PSI, Sacconi fonda Sinistra Liberale (poi Sinistra delle Libertà).
Dal 1995 al giugno 2001 ha ricoperto la carica di branch office director presso l'OIL Organizzazione Internazionale del Lavoro di Ginevra, agenzia specializzata delle Nazioni Unite.


=== In Forza Italia ===
Nel 2001 aderisce a Forza Italia e torna al governo da sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, carica che ricoprirà fino al 2006.
È stato eletto per Forza Italia al Senato per la XV Legislatura, durante la quale ha fatto parte della commissione Lavoro e Previdenza Sociale.
Dal 6 marzo 2007 fino allo scioglimento è componente del Comitato Direttivo di Forza Italia.


=== Senatore PdL e Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ===
L'8 maggio 2008 è stato nominato Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Il 13 dicembre 2009, tuttavia, è stato ricreato il Ministero della Salute, scorporandolo da quello del Lavoro, e la competenza in materia è passata al Ministro della salute Ferruccio Fazio (dal 15 dicembre 2009), il quale in precedenza era Vice Ministro di Sacconi. Sacconi è rimasto pertanto Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
Con Maurizio Sacconi ministro del Welfare, il Governo Governo Berlusconi IV, con la legge 133 del 6 agosto 2008, ha abrogato la legge 188 del 17 ottobre 2007 emanata dall'allora governo Prodi contro le “dimissioni in bianco” (pratica, illegale, tesa ad obbligare i neoassunti a firmare una lettera di dimissioni priva di data, contestualmente alla sottoscrizione del contratto di lavoro).


=== Nel Nuovo Centrodestra ===
Rieletto Senatore per il PdL nel 2013, viene eletto Presidente della Commissione Lavoro del Senato.
Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano.
Il 22 novembre 2013 viene eletto Capogruppo di NCD al Senato della Repubblica..
Il 9 ottobre 2014, annuncia le sue dimissioni da Capogruppo di Ncd al Senato in polemica con la decisione del Presidente del Consiglio Renzi di modificare il testo del Jobs Act alla Camera per arrivare ad una mediazione con la minoranza del PD guidata dal Presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano per ripristinare molte tutele del vecchio art.18 rispetto a quanto previsto nel testo approvato dal Senato seguito direttamente da Sacconi in quanto Presidente della Commissione Lavoro. Le dimissioni non vengono formalizzate e poi rientrano.
A dicembre 2014 con la nascita dei gruppi unitari di Area Popolare (NCD-UDC) viene scelto Capogruppo di Ap al Senato in quanto NCD è la componente più numerosa vicendo la sfida interna con Renato Schifani.
Il 31 gennaio 2015, in seguito alla decisione di NCD di votare Sergio Mattarella durante l'elezione del Presidente della Repubblica, annuncia le sue irrevocabili dimissioni da Capogruppo di Ap (Ncd-UdC) al Senato.


== Interventi ==


=== Sulla morte di Marco Biagi ===
Successivamente alla morte di Marco Biagi, ucciso dai terroristi delle nuove BR, è emerso che Marco Biagi gli aveva scritto una lettera lamentandosi di non avere una scorta adeguata e chiedendogli di intervenire con la massima urgenza con il Prefetto di Roma e il Ministero dell'Interno perché questa venisse trasformata in una «scorta vera e propria».


=== Sulla vicenda Eluana Englaro ===
Il 16 dicembre 2008, Maurizio Sacconi emana un atto d'indirizzo che vieta, alle strutture sanitarie pubbliche e quelle private convenzionate col Servizio Sanitario Nazionale, l'interruzione dell'idratazione e alimentazione forzate con la minaccia di escludere queste strutture dallo stesso accreditamento; nel medesimo giorno, la casa di cura "Città di Udine" (che non fa parte del Servizio Sanitario Nazionale in quanto il Friuli-Venezia Giulia ne è uscito dal 1996) annuncia che, una volta chiarite le questioni legali, è pronta ad accogliere Eluana Englaro nel suo ultimo viaggio.
Il 19 dicembre 2008 Marco Cappato (segretario dell'Associazione Luca Coscioni), Antonella Casu (segretaria di Radicali Italiani), e Sergio D'Elia (segretario di Nessuno Tocchi Caino), presentano denuncia verso il ministro Sacconi, presso la Procura di Roma, per violenza privata ed intimidazioni, in seguito al suo atto d'indirizzo di pochi giorni prima.
Il 17 gennaio 2009, in seguito alla denuncia dei dirigenti di Partito Radicale, la Procura di Roma iscrive il ministro Maurizio Sacconi nel registro degli indagati.


=== Lettera ai cattolici italiani su Berlusconi ===
Nel gennaio 2011 ha firmato, insieme a Roberto Formigoni ed altri, una lettera aperta per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.


== Vita privata ==
È sposato con Enrica Giorgetti, laureata in giurisprudenza, tra le altre cose ex direttore dei rapporti istituzionali e della comunicazione di Autostrade S.p.A., ex direttore dell'Area strategica impresa e territorio di Confindustria e dal 2005 direttore generale di Farmindustria.
La nomina di Sacconi a ministro della salute è stata criticata all'estero dalla rivista Nature come un possibile conflitto di interessi, dato che questa è avvenuta mentre la moglie del neoministro ricopriva la carica di direttore di Farmindustria, l'associazione che promuove gli interessi delle industrie farmaceutiche.


== Opere ==
Governare l'azienda Italia, Venezia, Marsilio, 1983.
Il piacere di pensare, il coraggio di fare. Quattro anni in Parlamento, Venezia, Marsilio, 1987.
La finanza e la regola. La grande riforma del mercato finanziario in Italia, Milano, Longanesi, 1992.
La società attiva. Manifesto per le nuove sicurezze, con Paolo Reboani e Michele Tiraboschi, Venezia, Marsilio, 2004.
Un futuro da precari? Il lavoro dei giovani tra rassegnazione e opportunità, con Michele Tiraboschi, Milano, Mondadori, 2006.
Ai Liberi e forti. Valori, visione e forma politica di un popolo in cammino, Milano, Mondadori, 2011.


== Note ==


== Altri progetti ==

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== Collegamenti esterni ==
Maurizio Sacconi, su Senato.it - XVI Legislatura, Parlamento italiano.
Maurizio Sacconi, su Openpolis, Associazione Openpolis.

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